Un viaggio tra le corti rinascimentali della Provincia Reggiana

Quella del Rinascimento è stata per l’Italia e per l’Europa intera un’epoca d’oro che ha saputo lasciare un’impronta fortissima anche su borghi, monumenti e strutture di un angolo pulsante di storia e cultura come l' Emilia e in particolare la provincia di Reggio Emilia colma di signorie orgogliose e indipendenti.

Guastalla, retta da due rami dei Gonzaga, è un esempio eclatante di come quel periodo storico seppe dare vita ad autentici gioielli urbanistici.

Scandiano, contea dei Boiardo, Correggio principato dell'ononima famiglia, che ha dato i natali al famoso pittore, Gualtieri e Guastalla, Feudo dei Bentivoglio e infine Novellara.

  • Prima tappa - Scandiano. Partiamo da Scandiano, città nota per aver dato i natali al poeta Matteo Maria Boiardo e all'illustre scienziato Lazzaro Spallanzani. 
    La Rocca, monumento principale della città, fu eretta inizialmente come castello difensivo, poi adattata in epoca barocca a raffinata residenza signorile dei Duchi D'Este. Merita una menzione speciale la Spergola di Scandiano, un vitigno a bacca bianca recentemente riconosciuto a livello internazionale.
  • Seconda tappa - Correggio Verso la bassa pianura reggiana, facciamo tappa a  Correggio, città che ha dato i natali ad un altro famoso artista: il pittore Antonio Allegri, meglio conosciuto come il Correggio
    Dopo una breve passeggiata su viale Mazzini, che restituisce l'idea dell'ampia strada maestra con nobili palazzi porticati, è d'obbligo una visita al prestigioso Palazzo dei Principi, architettura rinascimentale in stile ferrarese che ospita il Museo dedicato al pittore. In ricordo dell'artista, è opportuna anche una visita alla sua casa a Borgovecchio.. 
    Per la sosta gastronomica assaggiate la variante locale del tipico erbazzone reggiano: si chiama scarpason ed è un tortino verde gustosissimo.
  • Terza tappa - Novellara Piccola capitale della Famiglia Gonzaga, non troppo distante dal fiume Po, in quell'entroterra della pianura reggiana costellato da castelli, rocche e tracce di un grande passato. Anche qui possiamo seguire le orme di un artista del luogo, Lelio Orsi, a cui si deve, nella seconda metà del Cinquecento, la riforma urbanistica della città, il disegno della Collegiata di Santo Stefano e gli affreschi ora esposti al Museo Gonzaga, allestito nella suggestiva Rocca. 
    Per la sosta gastronomica abbiamo l’imbarazzo della scelta: nei mesi estivi bisogna assolutamente assaggiare l’Anguria reggiana IGP, nella restante parte dell’anno si può visitare l’Acetaia Comunale allestita nel sottotetto della Rocca. 
  • Quarta tappa - Guastalla Un territorio che, fiancheggiando la sponda destra del fiume Po, si estende per circa 10 km. I comuni sono accomunati dalla presenza del Grande Fiume, che da sempre scorre su queste terre caratterizzandone la cultura, l'economia, la storia e le tradizioni. La conoscenza di questi territori si snoda attraverso i centri storici dove le vestigia dei Gonzaga, dei Bentivoglio e degli Estensi sono ancora leggibili, negli ambienti naturalistici della golena e delle aree vallive, e infine andando per caseifici e cantine, acetaie e trattorie dalle quali promanano i profumi di una cucina fatta di cura e sapienza. Guastalla, centro che possiede più di tutti le caratteristiche della piccola capitale rinascimentale: il monumento a Ferrante Gonzaga, il Palazzo Ducale con il Museo della Città, la Cattedrale, la chiesetta romanica di San Giorgio, la pieve e la ricca Biblioteca Maldotti.  I piatti locali della più tipica tradizione di Guastalla trovano il loro culmine qualitativo nei primi classici: i cappelletti in brodo e i tortelli di zucca, una gamma ampia di insaccati e l’ottimo Parmigiano-Reggiano, da gustare a pezzi ben stagionato. A Gualtieri è d’obbligo una sosta per visitare l’imponente e scenografica Piazza Bentivoglio, bell’esempio di piazza rinascimentale circondata da ampi portici e dominata da Palazzo Bentivoglio, ora sede del Museo Ligabue.  Al pittore reggiano è stato dedicato anche un Lambrusco, il vino dal caratteristico colore rosso rubino e la spuma ricca e delicata, con un packaging basato sull’arte del pittore gualtierese. Proseguendo il percorso lungo il fiume Po, meritano una visita anche ai centri di Boretto e Brescello. In quest’ultimo è possibile ripercorrere le vicende di Peppone e Don Camillo e rivivere le atmosfere e i paesaggi del “mondo piccolo” descritti nei racconti di Giovannino Guareschi. 
    Come dolce, se si capita sotto le festività natalizie consigliamo di assaggiare la spongata di Brescello, un dolce piatto e rotondo con un ripieno dal forte sapore speziato.