I Chiostri piu' belli di Reggio Emilia

Un tour alla scoperta dei luoghi di meditazione e arte a Reggio Emilia

Cuore di strutture dall’ingegnosa progettazione e nutrimento per occhi distratti dal paesaggio urbano, i chiostri sono spazi segreti, ma aperti, a chiunque intenda la spiritualità come momento intimo e personale. 

Chiostri di San Pietro Reggio nell'Emilia

Opera di Giulio Romano in questo meraviglioso esempio di complesso monumentale del Rinascimento, nel centro storico di Reggio Emilia. Dei due chiostri, recentemente magistralmente restaurati, attorno ai quali si articola la struttura, il più piccolo – forse ideato da Alessio Tramello - è un trionfo di volte a botte e cupolette angolari, bifore, timpani e lesene scanalate. Le colonnine binate in marmo rosso e bianco del Clemente e le decorazioni murarie del Moresino completano il colpo d’occhio di questa oasi di pace che favorisce un senso di estrema lontananza dall’incombente caos cittadino.  Alla sua raffinatezza da miniatura emiliana, si contrappone armoniosamente l’imponenza scultorea tardo manierista del chiostro grande. Un ambiente perimetrato popolato da colonne ioniche alternate da aperture archivoltate a bugnato, finestre timpanate e nicchie con statue secentesche di santi dell’ordine benedettino. Oggi un percorso poliedrico, uno spazio espositivo, un centro culturale di rilievo internazionale e luogo di partecipazione e confronto, di socialità e innovazione aperta.

Convento di San Domenico

Tra i più antichi luoghi di devozione della città, il convento venne  costruito tra il 1233 e il 1236 sull’onda dell’entusiasmo suscitato nella popolazione dalla predicazione di fra Giacomino da Reggio.  Adibito già nel tempo a caserma, poi a Deposito Stalloni, e a istituto per l’incremento ippico dell’esercito, il complesso cela nel proprio ventre due chiostri che conservano nel loro aspetto l’aura di una storia originalissima. Sul più grande, edificato nel corso del XVI secolo, si affacciavano le celle dei frati, mentre nel chiostro piccolo, dominato dalla fiancata dell’antica chiesa dominicana.. Nel passaggio fra il primo e il secondo cortile, due lunette lasciano intuire la presenza di dipinti a fresco seicenteschi raffiguranti “Cristo e una santa Domenicana” e “la Madonna con alcune Domenicane”. L’ala sud dei chiostri è oggi adibita a spazio espositivo, mentre il primo piano è sede dell’Istituto Musicale A. Peri, le cui note rendono ancora più suggestiva l’atmosfera che accoglie chi entra nel chiostro.

Il Chiostro della Ghiara

Suggestivo nel cuore di Reggio Emilia, il Chiostro della Ghiara, visitabile dall' ingresso dell'Ostello della Ghiara, in via Guasco, restituito alla città come punto di incontro dove è possibile godere di eventi culturali, spettacoli musicali, mostre, gustare le specialità della cucina tipica emiliana. Fa parte della struttura annessa alla magnifica Basilica della Beata Vergine della Ghiara, (ingresso su Corso Garibaldi) da cui prende il nome, la cui origine è legata alla presenza dei Servi di Maria che si stabilirono in città nel 1313, costruendo il convento e la chiesa dedicata in una zona ghiaiosa, essendo l’antico letto del fiume Crostolo deviato dall’esterno delle mura cittadine. Un nuovo santuario fu inaugurato nel 1619 con una festosa cerimonia di macchine allegoriche, che hanno dato il via alla nascita della festa della Giaréda. Meraviglia per gli occhi per lo spirito gli affreschi e le decorazioni affidati ai più talentuosi pittori dell’epoca come Leonello Spada, Ludovico Caracci, il Guercino. La visita al chiostro e poi alla basilica è come un viaggio in una pinacoteca d'arte emiliana della prima metà del Seicento, con la differenza sostanziale che i dipinti sono ancora visibili nel luogo e nella collocazione per i quali furono pensati, tra cui la “Crocefissione di Cristo con ai piedi la Madonna e i Santi Maria Maddalena, San Giovanni e San Prospero" di Guercino.

Il chiostro della Corte Ospitale Rubiera

A pochi km da Reggio Emilia, il Comune di Rubiera ospita la Corte Ospitale, complesso monumentale del XVI secolo al cui ingresso si può ammirare il chiostro principale, per poi scoprire un secondo chiostro di dimensioni minori. A seguito di un attento restauro, dal 2000 l’Ospitale è polo culturale del territorio e centro teatrale, con sale attrezzate, ma anche una foresteria e spazi espositivi per mostre ed eventi. Si svela all’interno anche una chiesa sconsacrata. Da non perdere anche la stagione teatrale del Teatro Herberia di Rubiera, uno dei teatri storici dell’Emilia. Progettato con caratteristiche tardo-liberty e inaugurato nel 1926 con la rappresentazione dell’opera Bohème di Puccini, fu adattato poi a cinematografo.